Vuelta a España 2026, Primož Roglič ammette di non essere al meglio: “Invece di prepararmi, ho fatto riabilitazione. Che lo voglia o no, nelle prime tappe avrò già alcune risposte”

L’avvicinamento di Primož Roglič alla Vuelta a España 2026 non è stato certamente dei migliori. Vittima di un incidente in allenamento con un’auto a fine luglio, il portacolori della Red Bull-Bora-hansgrohe ha visto la sua preparazione per il terzo e ultimo Grande Giro stagionale complicarsi non poco, rischiando anche di non poter partecipare al GT iberico dopo aver dovuto rinunciare a correre Clásica San Sebastián e Vuelta a Burgos. Alla fine, il quattro volte vincitore della Maglia Rossa sarà alla partenza da Monaco, tuttavia lo stesso 36enne ha ammesso di non presentarsi al via nelle condizioni ideali per correre una gara a tappe di tre settimane.

Invece di prepararmi, ho fatto riabilitazione“, ha dichiarato Roglič nella conferenza stampa pre-gara, spiegando poi la dinamica dell’incidente con l’auto: “La velocità non era molto alta, anzi, era bassissima. Ma sono caduto di traverso, di lato, sul sedere. Per fortuna, il mio sedere abbondante mi ha salvato. Non mi sono rotto nulla“.

“Se me lo chiedessi adesso, ma anche dieci giorni fa o giù di lì, non direi di potermi mettere in sella alla bici da cronometro – ha aggiunto lo sloveno – Insomma, infilarmi i calzini nei piedi è stata la cosa più difficile da fare per almeno tre settimane“. Solo di recente, il 36enne ha potuto riprendere gli allenamenti, pur avvertendo ancora un po’ di fastidio: “Lo sento ancora, eccome. Non riesco a stare sdraiato sul fianco destro. Ma pazienza, lasciamo perdere: sto abbastanza bene da andare in bici e venire qui per iniziare la Vuelta“.

Si prospetta dunque una prima parte di gara difficile per il quattro volte vincitore della Vuelta: “Sono fortunato che non ci sia una cronometro di 30 chilometri, in cui bisogna essere in grado, non so, di pedalare per 20 minuti di fila. Con questo tipo di percorso, forse sì, posso partire bene, e poi vedremo nei prossimi giorni come andrà. Probabilmente, che lo voglia o no, con queste prime tappe avrò già alcune risposte. A seconda di questo, vedremo poi, per la seconda e la terza settimana, come gestirlo e come cambiare la situazione”

Inevitabile poi parlare della presenza di Tadej Pogačar, che tornerà a correre la Vuelta a sette anni di distanza dalla prima e unica volta. L’allora giovane sloveno si rivelò al mondo vincendo tre tappe e chiudendo al terzo posto, mentre sul primo gradino del podio salì proprio Roglič, nella prima delle sue quattro affermazioni: “Forse è stata l’ultima volta che l’ho battuto o qualcosa del genere, non lo so – ha scherzato il classe ’89 – Voglio dire, già solo essere salito sul podio [nel 2019] è incredibile. Era stato fortissimo nell’ultima giornata”.

Infine, il 36enne ha parlato anche del suo futuro, confermando di aver avuto contatti con la Lotto Intermarché: “Sì, in effetti penso di poter confermare di aver parlato una volta con loro, ma è successo proprio di recente. E la notizia, o comunque tutto il resto, era già trapelata, credo settimane prima o giù di lì. Insomma, molte persone ne sanno molto più di me, ma sì, alla fine, sì, abbiamo parlato“.

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